Lo so, la prima che vi verrà in mente è sicuramente "Felicità" di Al Bano e Romina Power, un brano allegro, una canzone positiva che mette buonumore.

Oppure, se siete più giovani, "Felicità puttana" dei Thegiornalisti, un brano in cui si ricorda che la felicità dura un attimo, ma vale la pena di essere vissuta.

Ma la musica leggera italiana è piena di altre canzoni dedicate a questo tema. Ecco di seguito le nostre tre canzoni preferite.

1) "Felicità" di Lucio Dalla: un brano lento, malinconico e intimista, in cui si mette in risalto la fugacità della felicità che quando arriva poi subito passa.

"Ah, felicità, su quale treno della notte viaggerai. Lo so che passerai, ma come sempre in fretta non ti fermi mai".

2) "Chiedimi se sono felice" di Samuele Bersani: una dolce melodia con un testo poetico che invita a cogliere al volo quell'attimo di felicità che ci viene concesso, perché non sappiamo quanto durerà.

"Felicità, improvvisa vertigine, illusione ottica, occasione da prendere".

3) "Che rumore fa la felicità?" dei Negrita: questa canzone in realtà non ci dà la risposta, tuttavia è giusto porsi la domanda per capire cosa ci può rendere davvero felici.

"Mentre il senso delle cose muta ed ogni sicurezza è ormai scaduta, appassisce lentamente la coscienza della gente. Che rumore fa la felicità?".

Monica: 
salve mi chiamo Monica e ieri sera ero al corso della felicità. Se è possibile vorrei fare alcune domande a Vittorio: ho capito la differenza tra la gioia e la felicità, ma mentre per la gioia abbiamo fatto un sacco di esempi visto che viene da fuori quindi può essere qualsiasi cosa, per la felicità - a parte fare meditazione - cos'è che me l'amplifica? E le emozioni sono gioia o felicità? Grazie mille

Vittorio: 
Buongiorno Monica, innanzitutto desidero ringraziarti per avermi accordato fiducia ed aver partecipato al corso di ieri sera.
Pensa che stavo programmando di fare il prossimo incontro incentrato proprio su cosa fare per amplificare il livello di felicità, mi hai preceduto 🙂.
Il miglior modo per rispondere alla tua domanda è di invitarti a prenderti una decina di minuti del tuo tempo per assaporare uno dei tanti video di Rael, sottotitolato in italiano, e più precisamente questo: https://www.youtube.com/results?search_query=Rael+the+4+ways+to+happiness+
Meglio sarebbe ascoltarlo dall'inizio, ovviamente, ma se vai al minuto 8'14", spiega quattro vie per tenere accesa la fiamma della felicità. Ci sono anche altre strade, ma ti suggerisco di procedere per gradi in modo da avere il tempo di metabolizzarne i concetti 🙂
Per quanto riguarda le emozioni, esse sono la risposta di mente/corpo agli eventi della vita, sono il sale della vita e invito a viverle con intensità, ma sempre sotto il controllo della sopra-coscienza per evitare che possano prendere il sopravvento e travolgerci 🙂
Nel caso, invece, delle emozioni negative, suggerisco di procedere come spiegato ieri sera, e credimi che funziona 🙂.
La felicità, per rispondere alla tua ultima domanda, è al di là delle emozioni.
Sotto il nome di gioie, raggruppiamo genericamente tutte quelle cose che provengono da fuori e che, appunto, ci procurano gioia. La gioia è un'emozione, e quindi non è la felicità. La felicità è assenza di emozione, è una condizione dell'essere, è una decisione.
Spero di esserti stato d'aiuto ma considerami sempre a disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti.
Un caro saluto e un abbraccio, con l'augurio che le tue giornate siano sempre sotto i migliori auspici,
Vittorio

https://www.youtube.com/results?search_query=Rael+the+4+ways+to+happiness+

 
Monica: 
Al momento ti ringrazio di cuore sei un mito. Poi appena sono a casa ascolto il video grazie mille.
Ho visto i video e mi sono fatta un sacco di appunti sono davvero belli e ho leggermente le idei più chiare e ringrazio che presto potrò fare i corsi per migliorare la mia felicità.

Sempre più italiani soffrono di depressione: lo dimostra il continuo aumento dell'uso di psicofarmaci.

In Italia circa 11 milioni di persone assumono farmaci contro la depressione, un valore che è superiore quattro volte alla media europea.

In questo contesto, una piacevole eccezione è rappresentata da Napoli, la città in cui si fa il minor utilizzo di psicofarmaci.

E, con orgoglio, il sindaco Luigi De Magistris ha affermato: «Chi è depresso venga a Napoli, città d'Italia con il più basso uso di psicofarmaci e suicidi».

Eppure vivere a Napoli - tra inefficienze, confusione, povertà - risulta essere molto più difficile e faticoso che nel resto d'Italia.

Questo dimostra che la felicità è una scelta di vita, un modo di essere, una decisione individuale che prescinde da tutto il resto.

Amare se stessi per poi imparare ad amare ciò che ci circonda, senza una ragione particolare.

A Napoli, ci si accontenta con ciò che si ha perché si dà più importanza a ciò che si è.

E comunque, una passeggiata al lungomare in una bella giornata di sole, magari accompagnata da un'ottima pizza, non sono motivi già più che sufficienti per essere felici?

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«Un uomo diventa felice nel momento in cui decide di esserlo». (Abramo Lincoln)

Come racconta il grande Totò nella poesia 'A livella, la morte è la cosa più democratica di questo mondo, perché ci rende tutti uguali.

Ed è allora che ti accorgi che tutto ciò che hai accumulato su questa terra non ha più alcun valore.

Tutti i soldi e i beni materiali che possediamo, in quel preciso momento, non valgono più nulla.

Spesso crediamo che i soldi facciano la felicità, e cresciamo inseguendo questa illusione, siamo convinti che possedere più cose ci renda felici, ma più del denaro, ciò che ha realmente valore nella nostra esistenza è il TEMPO.

Mentre i soldi vanno e vengono, il tempo scorre inesorabile per tutti (o forse siamo noi che passiamo attraverso il tempo).

Dovremmo imparare a dedicare più tempo per noi stessi, la vera felicità non è rincorrendo gli obiettivi, pensando che quando si avrà quello o si diventerà un altro si sarà felici.

È sufficiente soffermarsi, guardare dentro di noi, archiviare il pensiero e semplicemente essere, e quando si è, si è pieni di amore per se stessi, per gli altri, ci si sente uno col tutto...

La felicità è dentro di noi e non è legata ad alcun motivo in particolare...

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«Il Tempo è il presente, ovvero quel breve istante che separa il passato dal futuro. Ma se il passato non è più, e il futuro non è ancora, lui, il Tempo, in quanto separazione tra due entità che non esistono, come fa ad esistere? Lo stesso si può dire per la Felicità. Essere felici vuol dire essere contenti del presente. Tutti, a parole, sono convinti di essere stati felici in passato, e tutti sperano di essere felici in futuro; quando, però, si tratta di riconoscere che si è felici proprio nel momento in cui ci si pone la domanda, ebbene, diciamo la verità, non tutti ce la fanno».

(Luciano De Crescenzo)

Paolo Ruffini è un noto attore, regista e conduttore televisivo.

Recentemente ha pubblicato un libro intitolato "La sindrome di Up. La felicità insegnata da persone con sindrome di Down".

Si tratta del racconto della sua esperienza con i ragazzi della "Mayor Von Frinzius" per il progetto UP&Down, un viaggio che ha condotto l'attore verso la felicità.

«Ho imparato che la vita è fatta di up e down: siamo tutti up quando le cose vanno particolarmente bene, quando tutto è perfetto e siamo down quando invece gli eventi della vita non sono come vorremmo e non rispettano le nostre aspettative».

«Certo non possiedo il segreto della felicità, però oggi dopo tanto tempo ho capito che la vera felicità può trovarsi dappertutto, nella normalità, nella diversità, perfino nel dolore».

Paradossalmente, le persone affette da sindrome di Down mostrano di possedere un vero talento alla felicità che le persone cosiddette normali non hanno.

«La verità è che la vita non ci chiede di essere normali, perché essa stessa celebra la diversità, che è l'unica cosa che proprio tutti abbiamo in comune».

Ecco, dunque, l'invito di Ruffini: «Non aspettare domani, cerca di essere felice adesso... perché la felicità è un atto rivoluzionario!».

Il film "Mister Felicità" di Alessandro Siani, uscito nel 2017, è un invito al pensiero positivo e all'azione, per trovare la forza di rialzarsi dopo una caduta.

Ecco alcuni stralci estrapolati dalle interviste rilasciate dall'attore e regista napoletano sull'argomento.

«Non so se il pubblico si può immedesimare in una storia del genere; sicuramente l'argomento "felicità" mi sembra abbastanza vicino alla gente, alle persone».

«L'idea del film nasce dall'esigenza di raccontare la mancanza di ottimismo nell'affrontare la vita, la grande confusione, la grande rabbia che ci sta per tutto quello che ci succede intorno».

«È un film che ci fa capire se i 'mental coach' (che spesso dicono di avere la chiave per poter rendere le persone felici) possono aiutarci veramente e l'abbiamo ottenuto cercando di mettere insieme due pessimisti che però uniti hanno fatto scoccare la scintilla della felicità».

«La felicità è un po' come l'amore e il sentimento che sono universali».

«L'amore è sempre stato un grande motore della felicità: forse amore è sinonimo di felicità, o viceversa».

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«Secondo me, quando si è da soli, la felicità dura un attimo; magari, se è condivisa, dura "nu poco 'e cchiù"». (Alessandro Siani)

UN BRAVO A JOVANOTTI!

Più di mezzo milione di persone hanno assistito al suo tour "Jova Beach Party 2019". Un'impresa ciclopica. Si merita tutto questo successo e anche di più.

Perché? Perché le sue canzoni sono positive, inneggianti alla pace, all'amore, al divertimento, alla spensieratezza e soprattutto alla Felicità! smile

Il ruolo di un vero Artista è quello di influenzare le coscienze verso il positivo, la gioia, la speranza, non verso la tristezza, i conflitti, le amarezze, come troppi cantanti fanno…

Tutto ci influenza, quindi, sappiate scegliere gli artisti giusti! wink

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«Prima che il vento si porti via tutto
e che settembre ci porti una strana felicità
pensando a cieli infuocati
ai brevi amori infiniti
respira questa libertà».

(Jovanotti)